SOLID TOP: IL PIANO IN LAMINATO, QUELLO BELLO.

Esiste un altro materiale molto interessante per i piani di lavoro: il laminato HPL.

Si tratta di un laminato stratificato sottoposto a un processo di alta pressione, il quale consente di ottenere un prodotto non poroso, estremamente resistente alle macchie (ovvero impermeabile a oli, acqua, acidi come limone e aceto) e al calore: fino a 180 gradi, il che significa che non dovete temere di bruciare lo schienale dietro ai fuochi mentre cucinate (tuttavia rimane consigliato l’utilizzo del sottopentola quando si appoggiano le pentole sul piano, appena tolte dal fuoco).

   

Sostanzialmente le caratteristiche sono le stesse del quarzo, il costo leggermente inferiore: parliamo quindi di un prodotto entry-level, in grado però di risolvere egregiamente la maggior parte delle cucine.

Questo post è scritto per spiegarvi come potete creare una cucina interamente in laminato senza finire nell’orrido.

Il laminato viene sempre collegato al concetto di economico > ergo bruttino.

Niente di più sbagliato: oggi i bordi vengono incollati al laser, le giunture sono praticamente invisibili e le finiture disponibili sono ormai moltissime e di aspetto raffinato. Per esempio, esistono dei laminati effetto legno davvero belli – sia alla vista, sia al tatto – difficilmente distinguibili da un impiallacciato di vero legno (se non fosse per il costo, nettamente inferiore):

Laminato effetto legno “Olmo Rodin” a catalogo Binova
Top e mensole realizzate con lo stesso materiale (casa a Milano, zona Lima)

Insomma, non stiamo piu parlando di fòrmica o di laminato postformato (le scelte cheap degli anni 70/80): la tecnologia di produzione si è evoluta, facendo del laminato un prodotto sempre di fascia bassa in termini di costo, ma da rivalutare in termini di aspetto. Ovviamente, i pannelli e le colle utilizzate sono senza formaldeide e ad emissione zero (che la questione ambientale – pubblica e privata – ha sempre il suo peso).

Per essere chiari, dimenticatevi questo:

Laminato postformato direttamente dagli anno 70! Purtroppo ancora a listino (aziende di fascia bassa) e disponibile nei vari mercatoni del mobile e centri fai-da-te.

Tornando a concentraci sui piani di lavoro, il laminato HPL viene prodotto da una azienda brianzola, la Solidtop srl di Mariano Comense. Il punto che diversifica questo laminato stratificato da un laminato qualunque, è che il materiale risulta colorato in massa e si presta quindi a numerose lavorazioni.

Esteticamente è come vedere il grès ceramico (ci sono anche le stesse finiture!), ma con la metà del costo.

Fisicamente? è meno resistente al calore, ma più resistente agli urti.

La scelta dipende da voi, da cosa reputate più importante per la vostra nuova cucina:

  • poter appoggiare le pentole roventi direttamente sul top dicendo addio per sempre ai sottopentola, affrontando una spesa maggiore e prendendovi tuttavia il rischio di avere i bordi del piano sbeccati nel breve periodo (capita spesso con il grès purtroppo);
  • avere la certezza di un piano che duri una vita, affrontando una spesa minore e continuando ad usare banali accortezze tipo l’uso dei sottopentola, appunto, o quella di non fare il flambé direttamente sul top (per dire).

Va bene, se ancora non fosse chiaro, ve lo confesso chiaramente: il mio personale podio nella categoria piani cucina consiste in:

1° posto – quarzite, marmo (pietre naturali)

2° posto – agglomerato di quarzo

3° posto – laminato HPL

La differenza tra 2° e 3° posto è dovuta esclusivamente ad una questione estetica: essendo materiali sintetici, risultano in certe versioni “plasticosi” al tatto, per cui preferisco un quarzo dal colore uniforme ad un laminato venato; le versioni effetto cemento o resina invece sono molto belle e le uso con disinvoltura, sapendo di dare al cliente un prodotto che soddisfa appieno le aspettative.

A seguire alcuni esempi di finiture Solidtop:

Bronzo
Cemento
Concrete
Ossido
Resina
siena

Scendendo nei dettagli, è possibile avere (sempre a catalogo Solidtop) 3 profili di piano di lavoro:

Tipo A – a forte spessore (realizzato “piegando” la lastra e incollandola a 45 gradi, in modo da creare l’effetto massello:

  

Tipo D – a spessore ridotto (12 mm), dove – come per il grès – vedo un leggero cambio di colorazione del bordo rispetto al piano

Tipo S – a 30 o 45 gradi, effetto monolite:

Rispetto al laminato tradizionale, è inoltre possibile integrare i piani di cottura con lavorazioni filotop (ovvero senza dover rimanere nel mondo dei mercatoni con l’incasso tradizionale):

piano a gas con griglie a filo Barazza, installato in versione filotop sul piano HPL effetto legno
Isola con top e ante HPL effetto pietra con induzione Bora basic installata filotop

Mentre per i lavelli sono disponibili, oltre al tradizionale incasso, tre tipi di installazione:

  1. l’installazione sottotop, la quale consente di utilizzare lavelli con una raggiatura ragionevole sugli spigoli, di più facile manutenzione (immaginatevi dover pulire il calcare depositato negli angoli a spigolo vivo sul fondo del lavello); assolutamente non praticabile, invece, con il postformato o laminato tradizionale, perchè tagliando il foro per il lavello si vedrebbe il truciolare di cui è composto il pannello: anche bordandolo – lavoro immane – l’acqua penetrerebbe sotto il foglio di laminato, scollandolo e gonfiandolo. Con l’HPL lo spessore del piano, invece, è “in massa” quindi può rimanere a vista:

2) il lavello integrato nel piano, che crea un effetto di continuità assolutamente contemporaneo (vi ricorda il grès, per caso?); gli spigoli sono però netti a 90 gradi (vedi pulizia e manutenzione al punto 1), e il fondo del lavello, rispetto al grès, rimane in acciaio inox, comunque mascherabile con un vassoio piatto che copre la piletta e il fondo, da utilizzarsi anche come tagliere (questo è un dettaglio interessante direi):

3) la lavorazione magic bowl, ovvero un’evoluzione del sottotop che lascia uno spessore minimo del piano = 3mm; consente comunque di usare vasche raggiate in acciaio inox, fragranite o altro materiale colorato in abbinamento al top (creando cosi l’effetto integrato, con il plus degli spigoli raggiati):

  

Il laminato HPL è dunque un materiale davvero versatile, dalle prestazioni top per quanto riguarda resistenza e durata, abbordabile dal punto di vista del costo e con in più il plus di poter essere tagliato e aggiustato sul posto (non facilmente come un laminato normale, ma certamente senza il rischio di disintegro tipico delle lastre sottili in grès).

Inoltre le lastre sono prodotte in dimensioni enormi (fino a 420 x 160 cm), quindi c’è la possibilità di avere piani unici, senza giunture.

Chiedete dunque serenamente la cucina con il top in laminato… specificando stratificato HPL, però.

Isola con top e ante in laminato HPL Grafite Brown
Top 12 mm e schienale cucina in HPL Botticino, piano snack e mensole in laminato HPL Rovere BIO a forte spessore
Top 30° e schienale in HPL Concrete
Angolo senza giunture; da notare la facilità di installazione di mensole e accessori schienale

 

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5 Responses

  1. SOLID TOP: IL PIANO IN LAMINATO, QUELLO BELLO. Asking questions are truly fastidious thing if you are not understanding anything completely, except this
    paragraph presents good understanding even.

  2. Ciao sto cambiando cucina e sarei orientato verso un piano solid top con lavello integrato come nella prima foto. Mi e stato però sconsigliato dal venditore perché difficile da pulire (causa angoli )e così mi è stato proposto quello che avete pubblicato voi (con i porri a lato per capirci). A me piacerebbe di più che rimanesse a vista solo il fondo in acciaio perché vedere invece anche i fianchi significherebbe doverli avere sempre a specchio. Qualche consigluo? Grazie e buona estate. Tomas

    1. Anche io, da venditore, consiglio di evitare i lavelli integrati (grès, HPL…) proprio perché gli spigoli vivi sono difficili da pulire. La pulizia dell’acciaio è molto semplice e veloce, tanto più avendo gli angoli raggiati.

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