GIOIELLI IN CUCINA: RUBINETTERIA MGS

Come per la moda, il concetto di “accessorio” può essere applicato alla cucina: ci sono dettagli che riescono a impreziosire in maniera importante una cucina, e nel complesso risultano persino più significativi del colore o del materiale delle ante.

Modello T45.

Sapete già come la penso: quello che realmente fa la differenza, in cucina, sono gli elettrodomestici, il piano di lavoro, e gli accessori, ovvero tutti gli elementi che consentono effettivamente di personalizzare la scelta.

Una cucina bianca da 100mila euro è “uguale” a una cucina bianca da 10mila: soprattutto di questi tempi, dove il minimalismo la fa da padrone (niente maniglie ma gole, volumi puliti e lineari etc etc).

In realtà ci sono dei dettagli che giustificano (in parte) il delta di prezzo. In parte. Il resto è marketing (fatto bene, ve ne do atto e merito).

Per esempio, il fatto di avere le ante finite su tutti i lati, ovvero anche internamente – invece che finite sul frontale e sui bordi, ma laccate o laminate in tinta sul lato interno; oppure le casse realizzate in mdf laccato, o in multistrato, piuttosto che in pannelli di truciolare rivestito in carta melaminica.

Per il resto, nella maggior parte dei casi i materiali utilizzati sono gli stessi per tutti: le cerniere tedesche Blum, il laminato Fenix, il Corian di Dupont… tutti marchi registrati, gli stessi fornitori per tutti.

Quindi? Come posso fare di una cucina, una cucina importante?

La differenza si fa con i dettagli, con gli accessori. In questo ambito rientra la rubinetteria.

Immaginatevi una cucina con un lavello tradizionale a incasso, con le solite due vasche, con il caro vecchio gocciolatoio, corredato da un miscelatore cromato, basso, primo prezzo in qualsiasi grande magazzino:

Immaginate ora la stessa cucina, con due vasche sottotop ricavate di un unico foro (la versione 2.0 della doppia vasca tanto cara alle nostre mamme), gocciolatoio ricavato nel piano e un rubinetto satinato, alto, con doccetta estraibile dalle linee contemporanee:

Basta così poco.

Potrei gestire il delta di prezzo utilizzando due vasche inox invece che integrate nel piano (esiste lo stesso modello con separatore ribassato, vedi sotto), e avrei una cucina moderna invece di una replica di quella della mamma… che sarà anche taaaaanto funzionale, ma è stata realizzata negli anni Settanta.

Esempio di lavello a 2 vasche sottotop (Blanco), con un solo foro nel piano.

Quindi a maggior ragione quando investite una cifra importante nella vostra nuova cucina, cercate di fare la differenza con dettagli che indichino chiaramente che:

– avete speso

– avete gusto

Questo non significa mettere la rubinetteria in oro come gli sceicchi, ma orientarvi su scelte intelligenti che non incidono significativamente sul budget, ma definiscono con chiarezza che la vostra cucina NON É uguale (all’occhio di qualunque profano) a quella in esposizione da Mondo Convenienza.

Vi presento quindi MGS rubinetti: azienda di gestione Svizzera, proprietà giovane di vissuto internazionale, con fabbrica impiantata nel distretto produttivo principale del nostro Belpaese (Gravellona Toce).

Rubinetti completamente in acciaio inossidabile di prima qualità (AISI 316 L), e per completamente intendo anche le parti ad incasso – che normalmente vengono realizzate in ottone: questo significa avere un prodotto davvero inossidabile, resistente alla ruggine anche in ambienti aggressivi (mare, lago, esterni…).

La lavorazione dei pezzi viene fatta al tornio a bassa velocità, il che si traduce in una accuratezza di esecuzione sorprendente, una precisione e una pulizia veramente uniche: nessuna saldatura, innanzitutto, nessuna sbavatura. Cioè? Cioè nessuna parte del rubinetto dove può accumularsi il calcare, andando a rovinare il pezzo e ad inquinare l’acqua che vi passa.

L’estetica: studiata con particolare attenzione per l’ambiente cucina, con proposte molto interessanti anche per il bagno (intelligente differenziazione rispetto al diretto competitor, ovvero CEA Design, decisamente focalizzato invece su quest’ultima area), MGS propone linee pulite ed essenziali, con meccanismi – di miscelazione, abbattimento della canna, estrazione delle doccette – fluidi ed estremamente solidi.

Non si ha mai l’impressione, maneggiando un rubinetto del genere, di precarietà: le tolleranze sono minime, le lavorazioni meccaniche sono ad altissima precisione proprio per evitare traballamenti o tintinnii delle parti.

NEMO RHA, abbattibile (con grazia)
VELA con doccetta estraibile

Dovendo scegliere, trovo particolarmente interessanti i seguenti modelli:

NEMO con miscelatore frontale, sulla canna: se avete un piano da soli 60 cm di profondità, questo risolve la situazione più antipatica, ossia avere la leva del miscelatore che sbatte sullo schienale dietro, schiacciandovi le dita ogni volta che lo manovrate.

PENTA: un gioiello di pulizia e precisione che svolta il design del rubinetto in stile, con una lavorazione della manopola di comando che strizza l’occhio al classico, senza cadere nella pesantezza tipica. Dovreste vederlo dal vero, sembra realmente un pezzo da vetrina di Via Montenapoleone.

 

 

Avrete notato sicuramente i colori: inox ma anche oro, oro rosa, nero, titanio, in doppia versione satinata oppure liscia.

La finitura viene realizzata tramite lucidatura a mano, quindi assolutamente perfetta.

La colorazione viene realizzata con processo PVD (Physical Vapor Deposition), un sistema ad alta tecnologia che deposita una pellicola metallica superficiale andando a proteggere ulteriormente l’acciaio che – pur avendo già di per se tutti i vantaggi – addirittura guadagna in durezza, è atossico/anallergico/biocompatibile, altamente resistente a usura, sfregamento ed erosione nonché agli eventi atmosferici (nebbia salina, raggi UV), e per finire rimane inattaccabile da acidi, solventi e prodotti di uso domestico quotidiano.

Chiamala colorazione.

Per chiudere in bellezza, sappiate che il processo PVD è a impatto ambientale zero, così come l’acciaio inox è totalmente riciclabile, ma non solo: il processo stesso di riciclo è a sua volta sostenibile.

Nel caso dell’ottone, invece – ovvero il materiale principalmente utilizzato per la rubinetteria corrente – il materiale in se è riclabile, ma il processo di riciclo genera scorie tossiche che vanno smaltite.

Ora, potreste essere di quelli che non hanno particolare sensibilità riguardo alla questione ambientale, e come me sbuffare ogni volta che vi trovate a dividere la plastica dalla carta.

Riconosco che che questo mantra del “green”, riciclo, environment-friendly è stato speso dalle aziende fino alla nausea, facendone uno strumento di marketing un po’ fine a se stesso: certo, mi interessa sapere che i pannelli che utilizzi per fare la mia cucina sono senza formaldeide e ad emissione zero, ma che tu abbia il ciclo produttivo completamente sostenibile lo ritengo ormai doveroso, non un plus che devo pagare.

Purtroppo invece questo argomento ci riguarda più da vicino di quanto immaginiamo: senza trasformarmi nella Erin Brockovich de noarti, vi segnalo che qualche criminale pensa bene di smaltirle nei fiumi e nei laghi le scorie – come recentemente accaduto nel Lago d’Orta, solo per citare l’ultima denuncia di inquinamento ambientale dovuto agli scarti delle cromature.

E se foste voi, a vivere lì e a portare i vostri figli a divertirsi al Lago sotto casa?

Chiudo il capitolo Greenpeace per invitarvi a concentrarvi sulla questione estetica: a seguire immagini di realizzazioni bellissime, dove potete capire molto bene perché, scegliendo la rubinetteria giusta, la vostra cucina fa un salto di qualità estetico importante.

T45 a parete (soluzione adatta per il bagno)
Linea classica ma notate la nitidezza della geometria (Spin)
Dettaglio della zigrinatura di presa.

Penta con miscelatore sulla canna.
Penta a parete (colore titanio)
Oro satinato

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