BORA IN THE AIR

Avete letto bene: in the air.

Nel senso che in settimana ho partecipato a un evento a Torino, dove mi hanno chiusa in un container con pareti di vetro e sollevata a 30 metri d’altezza con una gru.

Perchè?

Partiamo dall’inizio: l’azienda per cui lavoro ha una stretta collaborazione con Frigo2000, una società che vende elettrodomestici di altissima gamma.

Frigo2000 rappresenta in Italia anche BORA, una azienda che produce piani cottura con cappa aspirante integrata.

Sistema Professional 2.0

Potete vedere sul sito web (link sopra) i dettagli; brevemente, si tratta di piani cottura in diversi formati e tecnologie (induzione, elettrici, gas) da abbinare alla cappa aspirante che va posizionata sul piano stesso della cucina.

I vantaggi?

  1. la performance: i fumi vengono subito convogliati nella cappa che è situata vicinissimo ai fuochi (si, anche se uso pentole alte o a pressione); non fanno in tempo a salire dalla pentola disperdendosi nell’ambiente: questo significa nessun odore per casa mentre si cucina. NESSUNO. Nemmeno se cucinate la cassoeula o il frittone misto.
  1. la rivoluzione: versione filtrante versus aspirante. La cappa tradizionale solo filtrante – ovvero a ricircolo d’aria, senza uscita all’esterno – non serve a nulla: per mantenere un minimo di efficacia, dovreste ricordarvi di smontare e pulire i filtri in alluminio antigrasso ogni settimana, e cambiare il filtro a carbone ogni due mesi. Alzi la mano chi lo fa. La cappa tradizionale aspirante – ovvero con il tubo che esce all’esterno, invece, funziona se il foro d’uscita è prossimo alla cappa (se invece la cappa è distante e il tubo deve fare due o tre pieghe, perde il 30% di potenza ad ogni gomito. Oltre alla pulizia dei filtri suddetta, sempre e comunque richiesta). Bora ha rivoluzionato questo concetto, per cui la versione filtrante a ricircolo d’aria funziona tanto quanto la aspirante con connessione all’esterno (comunque disponibile per i nostalgici, però con tubi brevettati con sezioni particolari, alette interne, giunti ermetici e studi sulla fluidodinamica che nemmeno alla galleria del vento della McLaren);
  1. la libertà di progettazione: non più cappe a muro a vista dalle forme e decorazioni improbabili; non più cappe integrate nei pensili; non più cappe pendenti dal soffitto in caso di cucina ad isola. La cappa direttamente sul piano cucina libera lo spazio, la visuale, ed elimina tutti i problemi di tubature e controsoffittature per la connessione con l’esterno. Elimina anche (in versione filtrante) le tubature dentro il mobile, per cui il mio piano cottura Bora è plug-and-play e adatto ad un normalissimo piano da 60 cm di profondità. Me ne occupa circa 20 in altezza, quindi fate conto di non utilizzare il primo cassetto sotto la cottura, e basta.
  1. il costo: affordable, come direbbero gli inglesi. Nel senso che ci sono diverse possibilità di composizione (per un utilizzo piu o meno professionale), ma la versione “Basic” a induzione ha lo stesso prezzo di un piano a 5 fuochi + una cappa a parete; costa molto meno, inoltre, se devo anche far realizzare scavi nel massetto o abbassamenti sopra i pensili per nascondere le tubazioni di passaggio.
  1. la manutenzione: cambio i filtri a carbone ogni 1 o 2 anni (a seconda del modello). Fine.

Ancora scettici?

Per questo motivo l’azienda tedesca (massì che l’avete già sentita: sponsorizza il ciclismo mondiale nonché Peter Sagan, pluricampione del mondo) ha pensato questo evento Bora in the Air.

In varie città d’Europa (Roma prima e Torino poi per l’Italia), posiziona questo container con pareti vetro, dove all’interno ci sono una cucina funzionante con i loro piani di cottura, uno chef all’opera e una quindicina di persone tra clienti ed architetti.

Per dimostrare il funzionamento della versione filtrante, quindi senza alcuna connessione con l’esterno e l’aria aperta, questo container viene agganciato ad una gru e sollevato a trenta metri d’altezza.

Quindi, chiusi dentro, si inizia a cucinare e a gustare i manicaretti dello chef: che non sono insalatine inodori, ma pesce, soffritti, frutta caramellata e prelibatezze ben saporite.

Roba che se lo faccio in casa mia, di chiudere N persone in cucina per un’ora mentre preparo, usciamo tutti con capelli e vestiti impregnati di odore, tipo sguatteri alla trattoria da Gigi di fantozziana memoria.

Come è possibile, vi state ancora chiedendo?

Bora ha cambiato il concetto di aspirazione, puntando sulla velocità e non sulla potenza: i fumi salgono verso l’alto a 1 metro al secondo, il sistema Bora aspira a 4 metri al secondo. Per questo non fanno in tempo a disperdersi nell’ambiente, eliminando tutti gli odori.

Elimina anche quel “mmmh che buon profumino” quando entri in casa la sera, il che è un peccato a volte, ma dimostra la potenza del sistema.

La piastra Teppan Yaki, decisamente tra i miei preferiti.

Purtroppo l’azienda tedesca non mi paga per far loro da commerciale (sono nati dieci anni fa, e attualmente fatturano 200 milioni di euro), ma se state pensando di comprare una cucina nuova dovreste certamente valutare, a mio avviso, il piano cottura Bora.

Come dicono i loro connazionali, in altro ambito, vorsprung durch technik (all’avanguardia della tecnica). 

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